lunedì 31 marzo 2008

Napoli: l’ultima vittima della nostra politica

Il centro storico di Napoli è uno dei luoghi nominati dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale, insieme al Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano a Salerno, alla Costiera amalfitana, alle aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata e alla Reggia, al Parco e a San Leucio di Caserta.

La bellezza, il fascino nonché il patrimonio storico e culturale di questi luoghi sono preziosi e inestimabili. E, soprattutto, appartengono a tutti o per meglio dire, appartengono al mondo intero!

Mentre l’Italia festeggiava la Pasqua con colombe e abbacchi, la Campania piangeva il suo male, vittima della mala amministrazione che ha finito per penalizzare non solo la vita dei cittadini del capoluogo, ma anche l’economia turistica dell’intera regione.

La vergognosa situazione dei rifiuti a Napoli, infatti, ha influito nella scelta delle mete turistiche per le vacanze pasquali, mettendo in ginocchio l’intera regione. Come a dire: oltre al danno anche la beffa.

Mentre il Parlamento europeo ha preso atto della situazione, ricordando che chi non rispetta la normativa UE in materia di gestione dei rifiuti rischia di pagare delle multe, i turisti hanno manifestato il loro dissenso preferendo luoghi - come dire - un po' più puliti.

In questo momento doloroso per una regione bella e variopinta, voglio rivolgere un pensiero a tutti i cittadini onesti che hanno subito questo danno.

A mio parere, Napoli altro non è che la cartina di tornasole della situazione politica generale in Italia. La situazione è purtroppo delirante in tutto lo Stivale, a partire ovviamente dal suo centro nevralgico: il Parlamento a Roma.

Coloro che hanno amministrato e amministrano il nostro Paese, non hanno evidentemente nemmeno per un istante pensato che ciò che è loro dovere amministrare non è loro diretta proprietà, ma piuttosto un bene comune. Dimenticando questo, sono passati in secondo piano tutti gli aspetti più importanti da prendere in considerazione nella buona amministrazione di un Paese: il benessere dei cittadini e dei territori, l’ordine e la giustizia.

Ma in realtà hanno fatto ben peggio: sono andati a rubare beni che non gli appartenevano – fondi pubblici - e hanno peccato di negligenza nell'occuparsi di questioni riguardanti il benessere di tutti (anche perché dubito che potrebbero essere mai negligenti quando le questioni invece riguardano il benessere personale).

E le cose non possono che peggiorare. Ora si parla di calo del flusso turistico, ma poi dove si arriverà? Al taglio delle esportazioni di mozzarelle di bufala alla diossina? Già iniziato...

D’altronde, se mi chiedessero: «Vuoi una bella mozzarella fresca cancerogena?» anche io direi: «No, grazie! La mozzarella di bufala è molto buona, ma ci tengo alla mia salute!». Ma anche questo è un danno economico enorme per l'intera regione.

Penso a come si può rovinare un Paese: negligenza, mala amministrazione, menefreghismo, presunzione, camorra, caos.

Il peggioramento è e rimarrà inarrestabile fino a quando si continueranno ad amministrare così le situazioni del nostro Paese.

L’augurio che faccio alla Campania e al resto delle regioni italiane, è che presto le erbacce vengano completamente sradicate, che si faccia pulizia di ciò che è veramente sporco e maleodorante in Italia, per permettere la crescita di nuove piante: questa volta sane e fruttifere!

Ma per far sì che questo si realizzi veramente il primo passo da fare è rendersi conto di come stanno veramente le cose.

Rendiamoci conto che la situazione in Italia è VERGOGNOSA e INACCETTABILE.

Allora, forse, le cose potrebbero cominciare a migliorare.

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