martedì 17 febbraio 2009

Mills: dopo la sentenza di Milano, riflettiamo sull'idoneità del Lodo Alfano

Dopo la condanna del giornalista inglese pioviuta dal Tribunale di Milano (vedi articolo su Repubblica) è giusto che come cittadini italiani ci fermiamo di nuovo a riflettere sull'idoneità del Lodo Alfano.
Il Lodo Alfano blocca tutti i processi contro le alte cariche dello stato. Non so come abbia fatto questa legge a essere approvata, visto che l'articolo 3 della nostra costituzione recita "La legge è uguale per tutti".
Quello che riesco a capire ancora meno, tuttavia, è come noi Italiani accettiamo questa legge come rappresentante della nostra repubblica democratica.
Chi ha commesso un reato, come in questo caso un reato di corruzione, deve essere processato e giustiziato qualsiasi posizione ricopra: questa è democrazia.
Io come italiana, o se preferite italiana iscritta all'AIRE, sono indignata di fronte a questi accadimenti e mi auguro vivamente che la nostra repubblica possa tornare a chiamarsi tale sia di nome che di fatto.
Non dormo sonni tranqulli pensando che alla guida del Paese ci possa essere un corruttore, un criminale o magari anche un pericoloso serial killer (qui nessun riferimento, puri esempi) eppure il Lodo Alfano non permetterebbe alla giustizia di fare il suo corso.
Non dormo sonni tranquilli pensando che dopo il caso Mills, in altri Paesi il Presidente del Consiglio si sarebbe dimesso per dignità e senso della giustizia, mentre il nostro ha pensato di architettare in anticipo una legge che lo proteggesse.

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