domenica 8 giugno 2008

Con limpidezza

La prima volta che partii dall'Italia fu nel 2005. Trascorsi l'intero anno nella bella cittadina inglese nota per gli antichi college: Oxford.


Dopo una breve pausa in Italia nel 2006, ripartii per l’Inghilterra per poi spostarmi poco dopo in Irlanda, a Dublino, dove vivo da allora.

Oggi, a giugno del 2008, sono più o meno tre anni che vivo lontana dalla mia patria.

Lo stato d’animo di chi vive all’estero cambia in continuazione: dalla nostalgia passa all'entusiasmo; dall'ottimismo al pessimismo; dall'allegria alla tristezza.

Ognuno reagisce a modo suo, s’intende, ma il pensiero e i ricordi di casa non abbandonano mai gli emigrati, neanche quando cercano di non pensarci.

Magari si vivono esperienze nuove e stimolanti, ma si perdono anche compleanni e ricorrenze varie: tutte le piccole cose che riempiono il cuore di bei ricordi e stanno lì a ricordarti quali sono le cose veramente importanti nella vita.

Io non ho scelto di vivere all’estero: la mia è stata una scelta quasi obbligata perché in Italia non ho trovato nessuno spazio per crescere e per costruire la mia vita.


Mi capita spesso di provare una nostalgia molto forte: mi manca la mia città dove ho vissuto per quasi trent’anni; la sensazione di stare a casa; i luoghi dove sono cresciuta; la mia famiglia; la mia casa; gli amici di sempre; i profumi e i colori della mia città. E mi ritrovo con gli occhi colmi di lacrime.

Un attimo dopo penso a cosa ho qui: un lavoro ben avviato e uno stipendio che mi permette di vivere i miei 31 anni con dignità. Negli anni che ho trascorso a Roma durante gli studi, ma anche subito dopo, non ho fatto altro che rincorrere con affanno un lavoro. E allora accettavo qualsiasi cosa, anche un lavoro a tempo pieno nella segreteria di un ufficio della Camera dei Deputati per 500 euro al mese. O di passare un'intera giornata in piedi a un congresso per 120 euro IVA esclusa. Durante gli studi avevo un lavoro la mattina, ma nonostante questo non sono mai stata in grado di pagare un affitto e quindi sono rimasta sempre a casa con mammà. Ora guadagno 2.400 euro netti al mese. E sono all’inizio della mia carriera. Posso pagare affitto, macchina, bollette e avere dei soldi sul conto alla fine del mese. E in quel momento mi ricordo perché ho lasciato il mio Paese e perché non ci ritorno, almeno per il momento.



Leggo in un articolo su ilGiornale.it del 5 giugno http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=266581 che si ritorna a parlare di Mani Pulite. Un certo Geronimo afferma che «la notte della democrazia è ancora lunga».

Ohibò! Ma chi è questo Geronimo?

Trovo la risposta sul blog di Antonio Di Pietro http://www.antoniodipietro.com/2008/06/le_menzogne_de_il_giornale.html#more: sembrerebbe si tratti di Cirino Pomicino.

Perché Cirino Pomicino se la prenda con Scalfaro non saprei dire. Ma questo mi fa pensare a quanta ingiustizia regna in Italia.

Perché io, come tanti altri, giovane di buona volontà dopo anni di impegno e studi non ho trovato spazio nel mio Paese?

Perché quando vivevo in Italia mi sentivo di non essere brava abbastanza per poter sperare di costruire il mio futuro, mentre magicamente appena messo il piede fuori dai confini nostrani si sono aperte tutte le porte della mia carriera?

Anni, decenni di mala amministrazione. Anni, decenni di politica sporca. Anni, decenni di furti da parte di politici nei confronti di tutti i cittadini italiani. Anni, decenni di totale menefreghismo per il benessere del Paese.

E allora io non riesco proprio a trovare una risposta ad alcuni dubbi che di conseguenza mi assillano.

Perché chi compie un omicidio riceve pene severe, mentre i politici che compiono omicidi inammissibili nei confronti di milioni di cittadini e nei confronti di un’intera nazione non ricevono alcuna condanna, o quei pochi che ne ricevono una se ne vanno a spasso in serenità?

Sì, omicidi inammissibili! Hanno ucciso un Paese, hanno ucciso la democrazia, hanno ucciso il futuro dei giovani, hanno ucciso la speranza di tutti i cittadini, di un'intera nazione!

In Italia regna una profonda ingiustizia; e sì Geronimo alias Cirino Pomicino ha ragione quando afferma che la notte della democrazia è ancora lunga. Lui, insieme a tanti altri, lo sa bene ma evidentemente gli fa più comodo fare così: nessuno ha mai neanche solo provato a dare il buon esempio come politico rappresentante tutti i cittadini.


Con limpidezza e con il cuore in mano, racconto le mie motivazioni e la mia storia: perché vivo lontana dalla mia patria e perché penso che la colpa non sia mia.

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