La prima volta che partii dall'Italia fu nel 2005. Trascorsi l'intero anno nella bella cittadina inglese nota per gli antichi college: Oxford.
Dopo una breve pausa in Italia nel 2006, ripartii per l’Inghilterra per poi spostarmi poco dopo in Irlanda, a Dublino, dove vivo da allora.
Oggi, a giugno del 2008, sono più o meno tre anni che vivo lontana dalla mia patria.
Lo stato d’animo di chi vive all’estero cambia in continuazione: dalla nostalgia passa all'entusiasmo; dall'ottimismo al pessimismo; dall'allegria alla tristezza.
Ognuno reagisce a modo suo, s’intende, ma il pensiero e i ricordi di casa non abbandonano mai gli emigrati, neanche quando cercano di non pensarci.
Magari si vivono esperienze nuove e stimolanti, ma si perdono anche compleanni e ricorrenze varie: tutte le piccole cose che riempiono il cuore di bei ricordi e stanno lì a ricordarti quali sono le cose veramente importanti nella vita.
Io non ho scelto di vivere all’estero: la mia è stata una scelta quasi obbligata perché in Italia non ho trovato nessuno spazio per crescere e per costruire la mia vita.
Mi capita spesso di provare una nostalgia molto forte: mi manca la mia città dove ho vissuto per quasi trent’anni; la sensazione di stare a casa; i luoghi dove sono cresciuta; la mia famiglia; la mia casa; gli amici di sempre; i profumi e i colori della mia città. E mi ritrovo con gli occhi colmi di lacrime.
Ohibò! Ma chi è questo Geronimo?
Trovo la risposta sul blog di Antonio Di Pietro http://www.antoniodipietro.com/2008/06/le_menzogne_de_il_giornale.html#more: sembrerebbe si tratti di Cirino Pomicino.
Perché io, come tanti altri, giovane di buona volontà dopo anni di impegno e studi non ho trovato spazio nel mio Paese?
Perché quando vivevo in Italia mi sentivo di non essere brava abbastanza per poter sperare di costruire il mio futuro, mentre magicamente appena messo il piede fuori dai confini nostrani si sono aperte tutte le porte della mia carriera?
Anni, decenni di mala amministrazione. Anni, decenni di politica sporca. Anni, decenni di furti da parte di politici nei confronti di tutti i cittadini italiani. Anni, decenni di totale menefreghismo per il benessere del Paese.
E allora io non riesco proprio a trovare una risposta ad alcuni dubbi che di conseguenza mi assillano.
Perché chi compie un omicidio riceve pene severe, mentre i politici che compiono omicidi inammissibili nei confronti di milioni di cittadini e nei confronti di un’intera nazione non ricevono alcuna condanna, o quei pochi che ne ricevono una se ne vanno a spasso in serenità?
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