Il governo cade – ancora una volta – e come sempre inizia il giro di interviste, proposte e soluzioni al caso. Che si tratti di un governo tecnico, di votare di nuovo, o di dare fiducia a un partito piuttosto che a un altro, alla Destra piuttosto che alla Sinistra, il nocciolo della questione non cambia: purtroppo non è una questione di presa di posizione.
Ancora una volta si è deciso di andare al voto, e ripartono di nuovo i soliti sondaggi che questa volta danno Forza Italia per vincente. Certo, se la Sinistra in questi due anni scarsi di governo, ha perso la fiducia non c’è da stupirsi. La Destra, almeno, era rimasta compatta per una legislatura intera. Ma il punto è, e lo ripeto ancora una volta: purtroppo non è una questione di presa di posizione.
Per quale motivo dovremmo accettare di scegliere il male minore? Sia che decidiamo di dare la nostra fiducia alla Destra che alla Sinistra, l’unica cosa di cui potremmo essere certi è che nessuna delle due parti cambierà davvero qualcosa. E lo sappiamo fin troppo bene, oramai siamo rassegnati alla tradizionale carrellata in stile circense, arresi di fronte alla sfrontatezza dei politici.
Da qualsiasi parte decidiamo di schierarci, troveremo politici dediti più a gonfiare le proprie finanze, che non a governare un Paese. Che tristezza nel constatare che, non solo la politica non funziona, ma oltretutto la maggior parte dei cittadini italiani (se non la totalità) è completamente rassegnata all’andamento delle cose, e accetta impotente di essere presa in giro ripetutamente.
Se anche ci fosse qualcuno disposto a non rassegnarsi, da dove potrebbe cominciare? Chi detiene il potere ha il coltello dalla parte del manico, e chi non ce l’ha nel momento in cui si accorge di essere preso in giro, cosa può fare? Votiamo una volta di qua e una volta di là? Non votiamo affatto? Ci lamentiamo in continuazione? Ci rassegniamo? Facciamo una rivolta?...
In ogni caso, finché le cose non cambiano, è tutto inutile. Abbiamo bisogno di nuovi metodi, nuovi politici, nuovi impegni. Continuare a discutere quale sia il male peggiore è offensivo per un Paese che si reputa democratico.
I-T-A-L-I-A-N-I! S-V-E-G-L-I-A-T-E-V-I!
Dobbiamo insieme trovare una soluzione. Se anche la politica è stagna, e chi detiene il potere ha il coltello dalla parte del manico, esiste sempre una via d'uscita. È successo in passato, dunque può succedere di nuovo.
Se solo sapessi come fare per entrare dentro le teste di ogni cittadino, o per bisbigliare come il Grillo Parlante nell’orecchio di ogni italiano... Racconterei le cose che ho visto in altri Paesi, giurerei di aver visto politici onesti e Paesi dove le cose funzionano davvero. Mostrerei le immagini di strade dove al volante sono tutti rispettosi; di scuole che preparano i giovani per inserirsi nel mondo del lavoro; di agenzie del lavoro che ti offrono davvero il ruolo più adatto alle tue esigenze e conoscenze; di nazioni dove si pagano meno tasse e si hanno servizi pubblici più efficienti; di luoghi sperduti e immaginari dove si guadagna di più e si spende di meno...
Un’oasi... L’oasi della normalità...
E giunti in questo luogo magico di splendore, allora sì, finalmente saremo liberi di schierarci, di scegliere a chi dare fiducia o chi rappresenta meglio i nostri interessi e i nostri ideali. Fino ad allora, purtroppo non è una questione di presa di posizione.
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